Si può fare molto per migliorare la SEO di un sito e analizzare, con l’aiuto di un professionista, dove intervenire per migliorare la situazione e apparire più in alto sui motori di ricerca.

L’ottimizzazione per i motori di ricerca non è una scienza esatta, almeno fino a quando non sapremo con totale sicurezza come i motori valutano le nostre pagine.
Per capire meglio il tipo di lavoro da fare, possiamo farci una prima idea utilizzando alcuni strumenti gratuiti che, anche se non ci daranno il quadro completo né la ricetta per arrivare in prima pagina di Google, possono aiutarci a trovare alcune criticità.

1. Pingdom: valutare le prestazioni del server

pingdom-strumenti-seo-gratis

La SEO è una materia molto più tecnica di quanto non si pensi: per il buon posizionamento di un sito è fondamentale che il server che lo ospita sia veloce e sicuro. Con Pingdom possiamo fare una prima valutazione della velocità del server: basta inserire l’URL del sito che ci interessa e scegliere da dove vogliamo pingarlo (cioè da dove vogliamo che venga fatta una chiamata al sito per valutare il tempo di risposta, possiamo scegliere tra alcune località tra USA ed Europa). Otterremo diversi dati (qui il sommario) e anche i suggerimenti per interpretarli… Se il vostro sito risulta essere mediamente più lento degli altri, forse è il caso di metterlo su un hosting più performante.

valutare la velocità del server

2. Redirect al minimo indispensabile con UriValet

Può capitare di avere la necessìtà di redirezionare alcune risorse di un sito su altri URL e, a volte, questo può capitare anche con la home page. Poiché anche questo influisce sulla velocità di caricamento e, di conseguenza, sull’esperienza utente (della quale Google valuta la qualità…) sarebbe bene che i redirect venissero utilizzati se ce n’è effettivo bisogno, scegliendo di volta in volta il tipo di redirect più adatto. Come capire come è stato settato il nostro sito da questo punto di vista? Con UriValet: inserendo l’URL del sito, questo tool ci dice se lo stesso è direttamente accessibile o ci sono dei redirezionamenti in mezzo, e di che tipo. Un codice di risposta 200 ci dice che il sito è accessibile proprio all’indirizzo che abbiamo immesso, codici diversi indicano che l’URL è stato redirezionato altrove, secondo differenti modalità che dovranno essere valutate. AGGIORNAMENTO: UriValet non esiste più!

controllo redirect

3. Responsive design

Come abbiamo detto, Google valuta l’esperienza utente che un sito offre e, da un po’ di tempo, ha iniziato a privilegiare i siti che sono usabili anche da smartphone e tablet: la percentuale di utenti che navigano per lo più utilizzando questi strumenti è circa il 50%, e probabilmente continuerà ad aumentare. Realizzare delle versioni alternative di un sito è più costoso e rallenta il caricamento, poiché l’utente deve venir redirezionato alla pagina corretta in base al dispositivo. È molto più conveniente, e caldeggiato da Google, sviluppare o fare un restyling del sito in modalità responsive, cioè realizzare una sola versione del sito che si adatti ai differenti display.

4. Misurare la domain authority e la page authority (DA e PA)

Domain authority e la Page authority sono due parametri che indicano quando un dominio o una pagina sono “autorevoli” agli occhi dei motori. Quanto più questi valori sono alti, tanto più il sito è gradito a Google e tanto più avere un link in ingresso da questo sito aiuta il posizionamento del sito ricevente. Generalmente, avere alti valori di DA e PA significa che il sito in questione è ricco di contenuti pertinenti e non è collegato a fonti riconosciute di spam. Per vedere i valori di DA e PA di un sito, basta utilizzare uno strumento come Open Site Explorer. Una volta inserito l’URL, otterremo in poco tempo i nostri DA e PA, oltre ad avere diverse utili informazioni sui backlink che stiamo ricevendo e capire, quindi, se dobbiamo lavorare sui contenuti e migliorare i collegamenti in ingresso.

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5. Aiutare una corretta indicizzazione

Una volta realizzato, il sito non farà miracoli se lo lasciamo lì, così come un’automobile non va da nessuna parte senza un guidatore. Per far sì che le nostre pagine vengano scoperte dai motori, è bene che il sito abbia una sitemap da poter “dare in pasto” ai motori stessi. La sitemap non è altro che un file testuale che riporta le risorse del sito che devono essere indicizzate, e i sistemi di CMS più conosciuti sono in grado di generarla automaticamente e tenerla aggiornata. Per essere sicuri che i motori di ricerca la leggano, è necessario utilizzare gli strumenti che i motori stessi mettono a disposizione: Google Search Console e Bing Webmaster Tools. Creando un account, potremo collegare i nostri siti all’indice dei motori e vedere anche ogni quanto spesso i loro bot ci fanno visita.

Questi suggerimenti potranno senz’altro essere utili per aiutare il posizionamento di un sito realizzato correttamente, ma le procedure indicate sono solo una piccola parte di quello che va fatto per ottimizzare le pagine e migliorare il ranking. Il consiglio è quello di iniziare ad informarsi sulla materia per poi essere meglio in grado di interfacciarsi con i professionisti della SEO e del web design che potranno aiutarci ad essere visibili tra l’enorme numero di pagine che affolla il web.